28 maggio 2016

Nihonbashi

L'autostrada "ecomostro" vista dal ponte Nihonbashi
Come promesso il mese scorso, eccovi un articolo sulla zona dove lavoro (anzi dove lavoravo, ma questa è un'altra storia). Nihonbashi ha da sempre rappresentato il cuore di Edo e successivamente di Tokyo. Anche se ultimamente quartieri come Shibuya, Roppongi e Shinjuku sono più popolari, Nihonbashi resta un importante distretto finanziario e commerciale. Il nome si riferisce sia al ponte che al distretto.  
 
Per chi ha avuto modo di adare a Nihonbashi (letteralmente "Ponte del Giappone") sarà rimasto deluso dal ponte in se, anzi, se non si presta attenzione vi è il rischio di attraversarlo senza rendersi conto che ci si trova proprio li. E questo è dovuto molto all'ecomostro che è la autostrada in sopraelevata che attraversa Tokyo e passa sopra al nostro caro ponte, rendendolo buio e anonimo, e privandolo della vista di cui godeva un tempo. Infatti prima delle olimpiadi del 1964, Nihonbashi godeva ancora della sua bella vista (si dice anche che fosse possibile vedere il monte Fuji) sul fiume omonimo.
 
 Ma la cosa che vi starete chiedendo adesso è: ma se è così brutto perché ce ne parli? Domanda lecita. In realtà anche se il ponte ha perso il panorama di un tempo, il quartiere Nihonbashi mantiene un'importanza unica a livello storico e commerciale nella città di Tokyo. Qui infatti nel periodo Edo vi era un famoso negozio di kimono, gestito dalla famiglia Mitsui. Con il passare del tempo il business si ingrandì così tanto da trasformare un piccolo negozio nella grande catena di grandi magazzini Mitsukoshi (la cui sede principale è appunto a Nihonbashi) che molti di voi conosceranno. Per chi vive in Giappone come me inoltre, il nome Mitsui non è nuovo, e infatti è stata una delle famiglie più ricche e influenti del Giappone per più di tre secoli, e tutt'ora la Mitsui è una delle più grandi multinazionali giapponesi (se non la più grande).
 
Targa che indica le distanze da
alcune città giapponesi.
La pietra miliare che
indicava il punto di partenza
da Nihonbashi.
Un altra cosa che rende il quartiere Nihonbashi unico è la sua posizione geografica. Essendo situato vicino al castello di Edo (dove oggi si trova il parco imperiale), è sempre stato uno degli accessi principali della città, e tutte le distanze verso le altre province erano misurate a partire da Nihonbashi. Infatti proprio da qui partiva il gokaido 五街道, il sistema di strade che collegava Edo alle province più lontane (tra cui la capitale imperiale Kyoto), utilizzato dai Daimyo (feudatari) delle varie zone per recarsi in visita dallo Shogun (il boss della situazione). Per rendere il concetto più semplice da capire, questo sistema era equiparabile a quello delle vie consolari romane (Appia, Flaminia, Traiana, ecc) che collegavano Roma col resto dell'impero.
 
A testimonianza di ciò, sul ponte ci sono delle targhe che mostrano le distanze verso le principali città del Giappone, oltre che la copia della pietra miliare che indica il punto di partenza delle misurazioni.
 
 
 
A Nihonbashi inoltre vi era il più grande mercato del pesce di Edo. Camminando lungo il ponte ho notato infatti una targhetta commemorativa che indicava il punto in cui sorgeva il mercato del pesce, che successivamente (causa il Grande Terremoto del Kanto del 1923) fu spostato all'attuale Tsukiji, popolare tra i turisti per le sue dimensioni e le aste dei tonni.

 
Trghetta commemorativa riguardante il
vecchio mercato del pesce di Nihomnbashi.
 
 
Il luogo dove sorgeva il mercato del pesce di Nihonbashi, oggi.
Da notare come a causa dell'autostrada non è più possibile vedere niente all'orizzonte.
 
 
Un cartello che indica la piccola via
Anjin-dori
Ma la storia che più mi ha stupito di questo quartiere arriva da un romanzo. Circa una decina di anni fa ebbi modo di leggere un romanzo dal titolo Shogun, basato sui diari di un certo William Adams, marinaio inglese che servì presso la corte del primo Shogun Tokugawa nel XVII secolo. Per farla breve, Adams fu in grado di costruirsi una posizione così di spicco da essere considerato a tutti gli effetti un samurai, con varie proprietà terriere e una certa influenza sulle decisioni riguardanti la politica estera. Il nome giapponese di Adams era Miura Anjin 三浦按針 dove Anjin vuol dire "pilota" (per via del suo "pilotare" le navi).
E quindi cosa ha a che fare sto tipo con Nihonbashi? Ebbene, il quartiere Nihonbashi all'epoca era la conosciuto col nome Anjin-cho 按針町 (quartiere di Anjin), proprio per via del fatto che Adams aveva qui la sua residenza. Da nerd di storia che sono, ho cercato su vari siti web per capire dove fosse questa residenza e se ne resta qualcosa, ma sfortunatamente non c'è più. L'unica traccia che resta della presenza di Adams è una lapide commemorativa nel punto in cui sorgeva la sua residenza, situata in Anjin-dori 按針通り (letteralmente Via Anjin), nelle vicinanze del ponte Nihonbashi e dei grandi magazzini Mitsukoshi.
 
La lapide commemorativa di William Adams,
nel luogo dove un tempo vi era la sua residenza di Edo.
 
 
 
Ci sarebbero tante altre cose da dire su Nihonbashi, ma penso di essermi dilungato abbastanza, quindi per oggi basta così. mi piacerebbe tanto parlare dei luoghi storici di Tokyo, ma ci vorrebbe molto tempo per prendere informazioni, fonti,fare foto, ecc. per chi mastica l'inglese tuttavia, posso consigliare vivamente di leggere il blog di un americano, vero nerd di storia (in particolare di Edo), li troverete una valanga di info sui vari luoghi di Tokyo.
 
Alla prossima!!!!
 

 

29 aprile 2016

Capitolo 4

Ed eccomi ad aggiornare a distanza di qualche giorno! "Miracolo" direte voi, ma io lo chiamo "fuoriiltempofacagareestoacasaascrivereblog".
 
Sono a Tokyo (anche se in realtà vivo a Chiba, ma se ci arriva la metro allora si può considerare Tokyo haha) da quasi un mese ormai e ho anche iniziato a lavorare. Per quei pochi che mi seguono avranno notato qualche modifica grafica, ma dopo due anni era necessario, anche per segnare un po' l'ingresso nel nuovo capitolo. Ma appunto, cosa vuol significare quel titolo? Come accennato in qualche post precedente, ho deciso di dividere la mia vita dall'apertura del blog in capitoli (come in un libro) e considerando la prima esperienza a Tokyo, la parentesi Veneziana, e i due anni a Beppu, questo ritorno alla capitale può essere considerato l'inizio di un quarto capitolo.
 
Più volte ho pensato di chiudere il blog o crearne uno nuovo, ma poi ho deciso di lasciarlo com'è, un po' per pigrizia ma soprattutto perché leggere i post di otto anni fa mi rende consapevole dei cambiamenti che mi hanno caratterizzato come persona (e anche perché è divertente leggere le cagate che scrivevo anni fa haha).
 
 Ma tornando al nostro (anzi mio) quarto capitolo, sarà bello, emozionante oppure noioso e deludente? Sinceramente non lo so, ma nel possibile cercherò di condividere il tutto con i lettori che mi seguono. Inoltre cercherò di rendere questo blog un po' più interessante e culturale con qualche post sui vari luoghi che visito, curiosità e monumenti storici famosi e non, adornati anche da qualche foto.
Il prossimo post riguarderà infatti il quartiere in cui lavoro da un mese a questa parte, Nihombashi, cuore della Tokyo finanziaria e commerciale, e con alcune chicche e curiosità storiche. Stay tuned!

23 aprile 2016

Conclusioni parte 2 - La gente

Dopo avervi parlato dell'università è ora (con un bel mese di ritardo) di parlarvi anche delle persone che ho avuto il piacere di conoscere. Partiamo dagli studenti.
 
Naturalmente vivendo per un anno in dormitorio ho avuto modo di conoscere molta gente, ma come sempre accade molti si perdono per strada (nel senso figurato del termine), e quelli con cui continuo a sentirmi sono relativamente pochi, ma va bene così. Innanzitutto come non parlare dell'Euroteam composto da Anke (Belgio), Francesca (Italia) e Nik (Finlandia, aggiuntosi in seguito). Chi mi conosce sa di quanto il sottoscritto cerchi di fare comunella con gli occidentali in Giappone, ma alla fine ogni tanto fa piacere parlare con qualcuno che ha lo stesso background culturale (soprattutto in termini di studio e di cucina).
Tra le altre persone che ho avuto modo di conoscere a scuola e con cui sono rimasto in contatto c'è Chloe (che è stata anche mia coinquilina insieme ad Anke per un anno, delirio haha), il gruppo in scambio dalla Ritsumeikan di Kyoto (Taku, Nobu, e Rina), Marisa (ragazza Hawaiana, nonché Resident Assistant del piano in cui vivevo, e oggetto del desiderio del sottoscritto per molto tempo lol) e infine il gruppo dei Cinesi (in particolare personaggi come Tommy e Ryan, che se non ci fossero bisognerebbe inventarli). E poi i vari Taylor (USA), Jojo (Taiwan), Carmen (Nicaragua), Poon (Tailandia) e molti altri. Ora non so se ho dimenticato di menzionare qualcuno, ma pazienza.
 
Oltre alla scuola vi è stato un altro luogo di estrema importanza, ovvero il ristorante Archetto, dove ho avuto il piacere di lavorare per quasi due anni. Personaggi del calibro di Matsui (il capo nonché chef), Asami, Sacchan, Heejin e Sarasa (staff di sala), oltre agli amici fidati Niichan, Yocchan, Sakurai e Kazuma, meriterebbero un post a parte per quanto sono divertenti, strani e "Giapponesi" allo stesso tempo. Non mi sono mai divertito così tanto su un posto di lavoro e devo molto a queste persone, che mi hanno aiutato ad ambientarmi a Beppu, sono stati come una famiglia.
 
Fortunatamente nessuna delle persone citate ha avuto problemi durante il recente terremoto in Kyushu, anche se sono tutti molto spaventati.
 
A breve (si fa per dire) scriverò un post riguardo a Nihombashi, ma per ora beccatevi qualche scatto inedito della bella gente di Beppu. Stay tuned!
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

16 febbraio 2016

Conclusioni parte 1 - APU

Come tutti i capitoli di un libro, o in questo caso della mia vita, vi è sempre un epilogo, ed è in questo momento che si tirano le somme e si cerca di dare un giudizio. Il capitolo riguardante Beppu (il terzo, se si considera il primo periodo a Tokyo e poi l'università a Venezia) e il periodo di studio a APU stanno per volgere al termine. Ad Aprile inizierò una nuova vita a Tokyo (grande ritorno!) e questo già lascia intuire cosa è successo nel frattempo. Il "pezzo di carta" c'è (anche se ho avuto qualche problema con alcuni prof in fase di approvazione tesi) e il lavoro pure. Non farò nomi questa volta, ma nel prossimo post vi darò informazioni più dettagliate, così da tenervi sulle spine (sempre se qualcuno legga mai sto blog, e nel caso gli freghi qualcosa Lol)

Bene, da dove cominciare... forse è meglio partire con la scuola.
Il mio giudizio su APU (aka Ritsumeikan Asia Pacific University) è positivo in alcuni aspetti e negativo in altri. Essendo un'università internazionale (50% degli studenti è straniero) il clima che si respira è differente da atre realtà giapponesi. Ho avuto la possibilità di incontrare molte persone, alcune sono diventate amici, mentre altre le ho perse per strada, pazienza. Ho frequentato corsi solo il primo anno (non avevo più crediti da completare), ma ho avuto modo di capire come funzionano le cose qui. Ci sono alcuni Prof. che meritano menzione come Mani (Singapore), Mantello (Canada), Yoshida (Giappone), Yotsumoto (Giappone) e Salazar (Filippine), da cui ho davvero imparato tanto, forse perché è gente che fa il proprio lavoro con passione e il cui scopo finale non è giudicare uno studente, ma trasmettergli il proprio sapere indipendentemente dal voto finale. Altri prof invece non erano all'altezza (non sapevano parlare inglese, e la magistrale ad APU è SOLO in inglese, quindi fate voi), non mettevano passione nel loro lavoro, o semplicemente erano troppo fermi sulle loro posizioni da non capire quelle degli altri. Ho notato anche un certo astio da parte di alcuni prof verso gli studenti occidentali a favore di quelli asiatici (non lo chiamerei razzismo, semplicemente egocentrismo). Inoltre la mia ricerca sulle abitudini alimentari giapponesi e la preservazione della cultura Washoku non è stata vista con interesse da nessuno, tranne che dall'azienda che poi mi ha assunto. E questo mi ha deluso, e non perché mi aspettassi attenzioni, ma semplicemente perché ho capito che della cultura non importa niente a nessuno. Gli unici argomenti che vanno di moda da queste parti riguardano la politica e l'economia, in particolare quella dove il Giappone ha un ruolo di leader (e qui mi scappa una risata beffarda), e qualsiasi cosa al di fuori di queste sfere è visto come roba di serie B, e la cosa naturalmente non mi fa piacere.

Nel prossimo post (probabilmente l'ultimo da Beppu) vi parlerò invece della gente che è ha fatto parte di questa esperienza e che nel bene o nel male, mi ha segnato. Alla prossima.